venerdì 20 gennaio 2017

Il report di "Wine Fitness: Falerno del Massico"

Ristorante Pizzeria "La Frasca", Pozzuoli - 19/01/2017



Subito furono portate delle anfore di vetro scrupolosamente sigillate con il gesso, sul cui collo erano apposte delle etichette con questa scritta: "Falerno Opimiano di cent'anni". Mentre eravamo intenti a leggere le etichette, Trimalcione batté le mani e disse: "Ahimè, dunque il vino vive più a lungo di un ometto. Perciò beviamo pure come spugne! Il vino è vita. E questo è Opimiano puro. Ieri non ne ho offerto di così buono, eppure cenavano persone ben più di riguardo" (Satyricon, Petronio).
Secondo una leggenda il dio Bacco, sulle falde del monte Massico, nei pressi di Mondragone, comparve sotto mentite spoglie ad un vecchio agricoltore di nome Falerno, il quale, nonostante la sua umile condizione, lo accolse offrendogli tutto quel che aveva, ossia latte, miele e frutta; commosso dalla sua generosità, Bacco trasformò il declivio del monte Massico in un florido vigneto ed il vino lì prodotto, conosciuto con il nome di Falerno, divenne il più noto e apprezzato dell’antichità... si può addirittura considerare il Falerno come la prima denominazione di origine dell’enologia mondiale; infatti, gli antichi romani usavano conservarlo in anfore chiuse da tappi muniti di targhette (pittacium) che ne garantivano l’origine e l’annata.
Con la decadenza dell’Impero romano, purtroppo si affievoliscono le testimonianze relative a questo vino; già Orazio gli preferiva il Cecubo o il vino di Taranto e Plinio lamentava la scomparsa del vero Falerno e deplorava la comune pratica dei vignaioli, i quali per fronteggiare la crescente domanda, non si preoccupavano della peggiore qualità dell’uva. Dopo secoli di oblio, il Falerno fu ripescato da Carlo d’Angiò allorquando, con la costruzione dei “Regi Lagni”, avviò un’opera di bonifica e di recupero e diede nuovo impulso alla viticoltura campana.
Attualmente l’area di produzione del Falerno del Massico comprende cinque comuni (Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola), ubicati all’estremità nord-occidentale della provincia di Caserta... si tratta di una zona compresa tra il fiume Volturno, il crinale del monte Massico, la costa Tirrenica e il fiume Savone, corrispondente all’antico “ager falernus” e caratterizzata dalla presenza di terreni vulcanici e ricchi di tufo. Questa denominazione prevede: un "Bianco" da uve Falanghina, dagli eleganti sentori di frutta esotica e dal sapore morbido ed equilibrato; un "Rosso" a base di Aglianico e Piedirosso, complesso al naso e dai tannini fitti ma non aggressivi; un "Primitivo" dal colore intenso e con profumi di frutti a bacca nera ben maturi, corposo e morbido al gusto.



VINI DEGUSTATI E RELATIVE AZIENDE PRODUTTRICI

VERSANTE NORD-OVEST

Si caratterizza, rispetto al versante sud-est, per la presenza di terreni più compatti, con maggiore presenza di argilla e calcare, che raggiungono tra l'altro un'altitudine maggiore; soggetto a maggiori perturbazioni metereologiche, in questo versante il vitigno più diffuso è l'Aglianico.

Villa Matilde

La storia di quest'azienda inizia negli anni '70, quando l'avvocato Francesco Paolo Avallone, appassionato di storia e di vini, incuriosito dai racconti di più autori latini, decise di riportare in vita il Falerno. Dopo anni di studio, coadiuvato da un gruppo di amici, tra cui alcuni docenti della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II", l'avvocato Avallone individuò in alcuni ceppi sopravvissuti miracolosamente al passaggio della fillossera, le varietà di viti da cui, secondo lui, si otteneva il leggendario vino di epoca romana. Dal reimpianto di questi ceppi nacque Villa Matilde, oggi guidata dai figli di Francesco Paolo, Maria Ida e Salvatore Avallone.

L'azienda ha sede a Cellole, mentre i vigneti che danno origine al suo Falerno del Massico sorgono nei territori dei comuni di San Castrese e Sessa Aurunca, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina ad un'altitudine di circa 140 metri sul livello del mare.

Il Falerno del Massico Bianco è ottenuto da uve Falanghina (biotipo denominato "falernina") e matura in solo acciaio. Produzione media annua: 70'000 bottiglie.

2015: Dal colore giallo paglierino, esprime al naso sentori di frutta a polpa bianca, note di erbe aromatiche ed, infine, cenni di frutta tropicale. Di discreta struttura e morbidezza al gusto, mostra buona acidità e chiude con una lunga scia sapida. 3 anfore.

Il Falerno del Massico Rosso è ottenuto, invece, da uve Aglianico (80%) e Piedirosso (20%); la macerazione sulle bucce è condotta per 20/25 giorni; il vino matura in parte in barrique nuove di rovere di Allier ed in parte in botti tradizionali di rovere di Slavonia da 10 a 35 hl per 10/12 mesi.
Produzione media annua: 100'000 bottiglie.

2011: Dal colore rosso rubino che sfuma nel granato, presenta al naso sentori di prugna, frutti di bosco e sottili note di spezie dolci; mostra al gusto tannini vellutati, buona struttura e scorrevolezza. 3 anfore.

1989: Colore ancora perfettamente uniforme, nonostante la veneranda età; di grande e fine complessità olfattiva, descritta da sentori di spezie orientali, erbe officinali, china, fiori secchi, legno nobile e liquirizia; al gusto è di un'incantevole piacevolezza gustativa! 5 anfore.



Masseria Felicia

Protagonista della giovane storia di questa piccola azienda artigianale è Felicia Brini che, lasciata la frenetica vita della città, decide di trasferirsi in campagna, dove i genitori hanno ristrutturato un antico casale di inizio '900, e di dedicarsi alla produzione di vino e di olio.

Adagiati sulle pendici del Massico, i vigneti dell'azienda raggiungono anche i 200 metri sul livello del mare e sorgono su terreni ricchi di elementi di natura vulcanica.

Il Falerno del Massico Rosso è a base di uve Aglianico e matura in solo acciaio.
Produzione media annua: 10'000 bottiglie.

2012: Dall'intenso colore rosso rubino, mostra un naso scuro, dove dominano note cineree fuse a sentori di ciliegie e frutti di bosco; presenta al gusto tannini ancora scalpitanti e una grande freschezza che ne facilita la beva. 4 anfore.


VERSANTE SUD-EST

Presenta rilevi con pendenze più dolci rispetto al versante nord-est, nonché terreni  meno compatti; dal clima più caldo e asciutto, questo versante ha il Primitivo come suo vitigno più diffuso.

Moio

La fama di quest'azienda è legata al Comm. Michele Moio che, sin dal secondo dopoguerra, si prodigò alla riscoperta del vino Falerno, vedendo nel Primitivo il vitigno alla base di questo vino così elogiato dagli antichi romani.

L'azienda è sita in Mondragone ed i suoi vigneti, da cui si ottiene il Falerno del Massico, sorgono a ridosso del litorale domizio a pochi metri sul livello del mare.

Il Falerno del Massico Primitivo è ottenuto, appunto, da sole uve Primitivo vendemmiate nel mese di settembre, questo vino matura per un anno in botti di rovere di Slavonia. Produzione media annua: 40'000 bottiglie.

2013: Colore rosso cupo, impenetrabile. Al naso emergono sentori di prugna e frutti di bosco, note di cannella, cenni di liquirizia e di caffè; avvolgente e caldo al gusto, mostra grande struttura e tannini delicati. 3 anfore.

Cantina Papa

L'azienda vitivinicola ha una storia lunga un secolo, affondando infatti le sue radici nei primi decenni del '900. Discendente da una famiglia di viticoltori, Antonio Papa, dottore in Lettere Classiche specializzato in Archeologia, guida oggi l'azienda insieme al padre Gennaro.  

I vigneti della cantina, 5 ettari dislocati in tre località di Falciano del Massico, sono ad un'altitudine compresa tra 100 e 200 metri sul livello del mare e sorgono su terreni di origine vulcanica.

Il Falerno del Massico Primitivo "Conclave" è a base di uve Primitivo e matura in barrique nuove e usate per 3/5 mesi. Produzione media annua: 10'000 bottiglie.

2014: Di colore rosso cupo, al naso dominano sentori di olive nere, mentre al gusto si fa apprezzare per la scorrevolezza nonostante la struttura importante. 4 anfore.



Wine Fitness, la palestra del vino degli Enodegustatori Campani.

Tenetevi aggiornati sui prossimi incontri su http://www.enodegustatoricampani.it oppure seguite la pagina facebook "Enodegustatori Campani".





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